Il lancio della B5+Italy ad Astana segna un nuovo passo nelle relazioni economiche tra l’Italia e i cinque Paesi dell’Asia centrale. La nuova piattaforma riunirà imprese italiane e centroasiatiche con l’obiettivo di trasformare gli accordi politici degli ultimi anni in investimenti e progetti concreti.
La piattaforma punta in particolare ad aumentare le esportazioni kazake verso l’Italia, promuovere la produzione congiunta e sviluppare i collegamenti logistici e di trasporto. Tra i settori prioritari figurano energia, materie prime critiche, industria, agricoltura, infrastrutture e Middle Corridor, la rotta commerciale che collega Asia ed Europa attraverso il Mar Caspio.
B5+Italy nasce come seguito del primo vertice Italia–Asia centrale, organizzato ad Astana nel maggio 2025 con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei leader di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Il governo italiano vuole ora trasformare lo slancio politico del vertice in una cooperazione economica più stabile.
Dalla diplomazia agli investimenti
Il principale obiettivo della nuova piattaforma è facilitare i rapporti tra imprese e istituzioni dei sei Paesi. Per le aziende, infatti, gli ostacoli alla cooperazione non riguardano soltanto le infrastrutture, ma anche procedure doganali, norme, certificazioni, finanziamenti e ricerca di partner locali affidabili.
Secondo il ministero degli Esteri italiano, gli scambi commerciali tra Italia e Asia centrale sono aumentati del 46,5% tra il 2019 e il 2025. La regione rappresenta inoltre un mercato di circa 80 milioni di persone e occupa una posizione strategica tra Europa e Asia.
L’Italia può offrire competenze industriali e manifatturiere, tecnologie, capacità nel settore agricolo e ingegneristico e una vasta rete di piccole e medie imprese. I Paesi dell’Asia centrale, dal canto loro, cercano investimenti, tecnologie e accesso alle catene del valore internazionali.
La sfida sarà quindi trasformare questa complementarità in progetti industriali e commerciali concreti. Non manca il sostegno politico a un rafforzamento delle relazioni tra Italia e Asia centrale. La questione più importante è se le imprese possano operare oltre frontiera con sufficiente prevedibilità e costi di transazione sostenibili.
Il formato C5+1 si rafforza
B5+Italy si inserisce in una tendenza più ampia: la crescente diffusione del formato C5+1, attraverso il quale le potenze esterne dialogano con i cinque Paesi dell’Asia centrale contemporaneamente.
Un esempio recente è il primo vertice Asia centrale-Corea del Sud, organizzato il 16 settembre. L’incontro ha affrontato temi come materie prime critiche, energia, tecnologia, investimenti e catene di approvvigionamento. Nel quadro del vertice sarebbero stati conclusi oltre 70 accordi e memorandum.
Il crescente interesse internazionale riflette il ruolo strategico che l’Asia centrale sta assumendo per la diversificazione delle catene di approvvigionamento, la sicurezza energetica, le materie prime critiche e i collegamenti commerciali tra Europa e Asia.
I cinque Paesi non costituiscono un blocco politico o economico unico e continuano a mantenere relazioni bilaterali con le diverse potenze. Tuttavia, il formato regionale sta diventando uno strumento sempre più utile per coordinare gli interessi comuni e attirare investimenti.
I prossimi passi
Il forum di Astana merita di essere considerato più di un semplice incontro economico. La sua importanza risiede nell’architettura istituzionale che si sta costruendo attorno a esso.
Il prossimo appuntamento sarà un incontro ministeriale tra l’Italia e i cinque Paesi dell’Asia centrale, che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha intenzione di organizzare per rafforzare ulteriormente la cooperazione.
Sul tavolo ci saranno investimenti, commercio, infrastrutture, energia, materie prime critiche, agricoltura e tecnologia. L’obiettivo sarà anche preparare il prossimo vertice Italia-Asia centrale, previsto nel 2027 nella Repubblica del Kirghizistan.
Se la sequenza prevista – piattaforma imprenditoriale, dialogo ministeriale e nuovo vertice dei leader – procederà, i rapporti tra Italia e Asia centrale potranno passare da una diplomazia basata soprattutto su incontri periodici a una cooperazione economica più strutturata e continuativa.
Per l’Italia, la sfida sarà trasformare l’interesse politico per la regione in investimenti e opportunità per le imprese. Per i Paesi dell’Asia centrale, invece, sarà importante utilizzare la crescente competizione internazionale per ottenere capitali, tecnologia, competenze e nuovi collegamenti con i mercati europei e asiatici.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

